Dipendenza affettiva e ossessione d’amore in rapporto alla violenza contro le donne

Dipendenza affettiva e ossessione d’amore in rapporto alla violenza contro le donne 25 Novembre 2015

In questo articolo mi propongo di analizzare i meccanismi che sottendono la relazione tra la dipendenza affettiva e la violenza contro le donne dal punto di vista delle donne.

La violenza contro le donne è un fenomeno diffuso che non ha nulla a che fare con età , etnia, ceto sociale e livello di istruzione. Qualunque donna può ritrovarsi in una situazione in cui l'amore si confonde con la dipendenza diventando tossico anziché essere fonte di soddisfazione e gratificazione. Sono i meccanismi che animano la relazione violenta a determinare un condizionamento che rende difficile la separazione.

All'inizio di un rapporto d'amore solitamente un uomo violento non adotta condotte preoccupanti. Spesso, invece, riesce ad essere presente con affetto e cura; certo una cura che può essere interpretata come controllo ma che è difficile discernere da esso.

Le diverse tipologie di violenza d'amore

Col tempo tre diversi tipi di violenza si intrecciano abilmente per creare dipendenza affettiva: fisica, sessuale e psicologica. Credo sia importante elencare i comportamenti che corrispondono a questi fenomeni.

Nella psicoterapia con le donne vittime di violenza è molto utile farlo perché il particolare stato mentale in cui le donne si trovano le conduce, loro malgrado, a minimizzare le violenze che non si esplicano in maniera fortemente eclatante.

La violenza fisica include: calci, schiaffi, pugni, spinte, morsi, colpi per mezzo di oggetti, minacce anche con armi e tentativi di strangolamento.
La violenza sessuale comprende: stupri, molestie, rapporti non desiderati anche con terzi e attività  sessuali degradanti.
La violenza psicologica, che è anche la più subdola tra le tre forme di violenza, si articola in: rimproveri, controllo di comportamenti, strategie di isolamento, intimidazioni, limitazioni economiche e svalutazioni.

La dipendenza affettiva e il passare dei giorni

Nel tempo, questi comportamenti inducono una condizione di paura pervasiva che toglie la lucidità  di valutazione e induce le donne a compiacere il compagno violento. A tutto ciò si aggiungono un senso di profonda vergogna e l'insicurezza, le quali alimentano la difficoltà  a prendere una posizione e ad interrompere la relazione.
Il delicato stato psicologico in cui le donne si ritrovano può contribuire alla manifestazione delle seguenti caratteristiche: passività , accettazione della dominazione, difficoltà  di riconoscimento dei propri diritti, sottovalutazione del pericolo, perdita di autostima e presenza di sintomatologia varia (ansia, disturbi del sonno, impotenza, difficoltà  di concentrazione, difficoltà  a gestire i figli, ideazione suicidaria o autolesionista e dubbi sulla propria salute mentale).

Gli uomini violenti e l'ossessione d'amore

La capacità  degli uomini violenti di riuscire a riconquistare la loro compagna con dimostrazioni eclatanti di pentimento e passione si somma alla fragilità  in cui la donna si trova. La tossicità  del legame incrementa nella donna, che tenta di separarsi, una sorta di astinenza d'amore nutrita dal bisogno di sentire che il compagno necessita del loro aiuto. Spesso la valutazione soggettiva del valore personale delle donne coincide con la capacità  di trattenere e cambiare l'uomo. Tutto ciò spiega perché la separazione da un uomo violento è particolarmente difficile da attuarsi. Generalmente passa attraverso un processo "elastico" che induce la donna ad allontanarsi e ritornare sui suoi passi. Questo la espone ai giudizi delle persone che le sono attorno che comprensibilmente non hanno gli strumenti per comprendere la natura di tale comportamento. L'effetto potrebbe però esplicarsi come un aggravamento ulteriore del senso di isolamento che la donna prova rendendo ancora più complicata la separazione stessa.

La psicoterapia nelle donne vittima di violenza

Un percorso di psicoterapia è quindi particolarmente indicato per supportare la donna vittima di violenza a spezzare il legame che le procura dolore. Proprio attraverso questo percorso la donna potrà  sentirsi accolta e non giudicata potendo esprimere i propri vissuti in termini di paura, colpa e vergogna e prendendo gradualmente consapevolezza del pericolo che corre.

Un buon lavoro di psicoterapia le consentirà  di riattivare le proprie risorse riducendo l'isolamento sociale e apprendendo strategie per proteggersi nonché rivalutando la storia vissuta e la propria posizione in essa.

2 commenti
  1. Adam

    le donne che umiliano,manipolano e ti mangiano soldi di uomini rendendoli dei falliti sia nel ambito famigliare che fuori?? Nessuno ne parla?? Ormai il mondo è solo donna??

    23-01-2017 22:43 | Rispondi

  2. Studio Psicologo Torino

    I professionisti di Studio Psicologo Torino condannano senza se e senza ma qualunque forma di violenza, sia essa agita da uomini o donne. Resta indubbia la frequenza significativa e decisamente preoccupante della violenza agita contro le donne, ancora troppo spesso tollerata dalla società  contemporanea.

    25-01-2017 17:11 | Rispondi

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