Come scegliere lo psicologo

Come scegliere lo psicologo 11 Novembre 2015

Prima di scegliere uno psicologo, è opportuno chiedersi quali siano i segni che indicano a noi stessi la necessità  di chiedere aiuto. Ognuno può attraversare dei momenti di difficoltà : problemi relazionali, tristezza, cambiamenti importanti, situazioni stressanti, manifestazioni di ansia ed eventi traumatici possono essere alcune della condizioni che provocano malessere. Talvolta il disagio può essere affrontato attraverso le proprie risorse e col sostegno delle persone care. In altre occasioni, possiamo avere la sensazione che questo non sia sufficiente a raggiungere una condizione di benessere: quando il disagio ostacola il raggiungimento dei nostri obiettivi e peggiora la qualità  della nostra vita e delle nostre relazioni è opportuno richiedere aiuto ad uno psicologo. In tali casi, credo sia importante comprendere che "rivolgersi a uno psicologo" non corrisponde necessariamente ad iniziare un lungo lavoro terapeutico: si può anche semplicemente pensare di chiedere una consulenza allo psicologo per capire se il professionista trova indicazione ad iniziare un lavoro, che tipo di percorso eventualmente intraprendere e con quali obiettivi.

La scelta di uno psicologo a Torino non è semplice perché l'offerta è estremamente variegata. Attraverso l'Ordine degli Psicologi è possibile ottenere un elenco degli psicologi e psicoterapeuti che hanno uno studio a Torino o nei dintorni, nonché indicazioni sui costi mediante il tariffario. Spesso le persone utilizzano tre modi per individuare dei nominativi: per passaparola o conoscenza diretta, su indicazione di un altro professionista oppure attraverso auto-ricerca sul web. Ognuna di queste strategie ha la sua validità  purché si comprenda che, incontrando un professionista, il cliente ha il diritto di valutarne diversi aspetti: la formazione e l'esperienza professionale, come ci si trova nella relazione con lui/lei e la chiarezza delle risposte ad esempio.

Innanzitutto, è importante la sensazione che ci lascia il primo incontro con lo psicologo: se ci si è sentiti accolti e compresi, se si è definito un obiettivo di lavoro chiaro, se lo psicologo ha risposto con chiarezza a domande circa la natura del problema che sentiamo di avere, la modalità  di approccio nell'affrontarlo, la presunta durata indicativa del percorso. Una consulenza con uno psicologo può essere di aiuto a comprendere come sia indicato affrontare il nostro problema e a capire se sia auspicabile attivare un percorso di sostegno psicologico o una psicoterapia. Prima di iniziare il lavoro, possiamo eventualmente riservarci di verificare le informazioni ricevute mediante il canale che ci sembra più utile: sentire pareri di conoscenti o di altri professionisti, cercare informazioni sul web e leggere dei testi. Credo sia importante chiarire un aspetto: bisogna diffidare di chi garantisce "il miracolo". Il lavoro con uno psicologo deve avere obiettivi chiari su cui basare il percorso, ma la natura dei risultati raggiunti dipende da molti fattori quali la qualità  della relazione terapeutica, la sostenibilità  del lavoro per il cliente e le risorse personali che si possono attivare; in altre parole, in un determinato momento una persona può essere più o meno pronta a mettere in discussione aspetti diversi della propria vita, può essere più o meno in grado di comprendere certe dinamiche e può essere più o meno disposta a mettersi in gioco per cambiare situazioni o relazioni. Un buon professionista esplicita questi aspetti nella relazione col cliente e tende al miglior risultato possibile tenuto conto di tutta la complessità  della situazione trattata.

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