Glossario Psicologico

ASCOLTO ATTIVO

Mettersi nei panni dell’interlocutore, non solo ricevere passivamente le informazioni ma compiere una vera e propria azione con la quale provare a togliersi i propri panni e vestire quelli dell’altro. Comprende 4 step: ascolto passivo (silenzio, no interruzioni, contatto con le proprie emozioni), messaggi di accoglimento (verbali e non verbali che sottolineano l’ascolto), inviti calorosi (incoraggiamenti ad approfondire senza giudizi) ed ascolto attivo (riflettere sui contenuti riformulando)

BULLISMO

Fenomeno ampiamente studiato in anni recenti in cui emerge una distorsione dei rapporti tra coetanei che crea disparità , laddove dovrebbero esserci parità  e reciprocità , ed instaura un profondo squilibrio che vede da un lato un prepotente e dall’altro una vittima, qualcuno che prevarica e qualcuno che subisce. È una forma di oppressione subdola attraverso la quale la vittima sperimenta una condizione di umiliazione e sofferenza, spesso senza apparente ragione (E. Menesini, 2000)

DISABILITA'

La classificazione ICIDH (International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps) del 1980 dell’Organizzazione mondiale della sanità  (OMS) distingueva tra:

  • menomazione (perdita o anormalità  a carico di una struttura o una funzione psicologica, fisiologica o anatomica e rappresenta l’estensione di uno stato patologico. Se tale disfunzione è congenita si parla di minorazione).
  • disabilità  (qualsiasi limitazione della capacità  di agire, naturale conseguenza ad uno stato di minorazione/menomazione)
  • handicap (svantaggio vissuto da una persona a seguito di disabilità  o minorazione/menomazione).

Coerente con una prospettiva organicistica il punto di partenza dell’ICIDH è sempre lo stato morboso (malattia congenita o sopravvenuta, incidente) in seguito al quale si origina una menomazione, intesa come perdita (o anomalia) funzionale, fisica o psichica, a carico dell’organismo. Tale menomazione può sfociare in disabilità , intesa come limitazione della persona nello svolgimento delle “normali” attività , mentre questa può portare all’handicap, ovvero allo svantaggio sociale che si manifesta nell’interazione con l’ambiente.
Secondo la nuova classificazione (approvata da quasi tutte le nazioni afferenti all’ONU) il concetto di disabilità  cambia e identifica le difficoltà  di funzionamento della persona, sia a livello personale che nella partecipazione sociale (ICF. maggio 2001)
Assieme ai fattori biomedici e patologici viene presa in considerazione anche l’interazione sociale, in un’ottica multidisciplinare: biologico, personale, sociale; i termini Strutture Corporee, Attività  e Partecipazione si sostituiscono a menomazione, disabilità  ed handicap.
L’intero schema dell’ICF è fondamentalmente una ripartizione in due macrocategorie:

  1. Funzionamento e disabilità , comprendente i fattori organici:
    1. Strutture corporee (organi e strutture anatomiche in genere)
    2. Funzioni corporee (le funzioni fisiologiche espletate da tali strutture)
  2. Fattori contestuali:
    3. Fattori ambientali (ovvero dell’ambiente fisico – sociale)
    4. Fattori personali, consistenti nella capacità  d’interazione con l’ambiente fisico – sociale.

Ogni fattore interagisce con gli altri, ed i fattori ambientali e personali non sono meno importanti dei fattori organici.
In sostanza l’ICIDH valutava i fattori di disabilità  iniziando dalla menomazione, mentre l’ICF valuta le abilità  residue dell’individuo (tale ottica è evidente sin dal nome dello standard, ovvero “classificazione internazionale delle funzionalità “), sostituendo al concetto di “grado di disabilità ” quello di “soglia funzionale”. La disabilità  stessa, quindi, viene vista in senso dinamico, in quanto non solo dipendente da stati patologici cronici, ma anche da fattori psichici e sociali, fattori necessariamente in costante evoluzione.

EMPATIA

Costrutto che si riferisce al fare esperienza e condividere lo stato d’animo di un individuo da parte di un altro individuo. “Provare dentro” ciò che l’altro sente in una determinata circostanza mette il soggetto in grado di dispiegare aiuto, conforto, comprensione, supporto. Tuttavia il suo impiego in ambiti differenti ha reso difficile formulare una definizione univoca ed esaustiva, valida per tutti i contesti di applicazione.

GESTIONE DEL TEMPO

Tecniche e strategie di pianificazione di attività  ed azioni da eseguire in funzione del raggiungimento di obiettivi prefissati, al fine di arginare e/o prevenire vissuti e situazioni di stress psicologico, fisico ed emotivo.

GELOTOLOGIA

Dal greco Gelos (riso, risata) origina questa neonata disciplina che studia in modo sistematico il ridere in relazione alle sue potenzialità  terapeutiche; si fonda sulle più moderne ricerche in campo medico: medicina psicosomatica e psiconeuroimmunologia.

NEUROPSICHIATRA INFANTILE:

Medico specialista che studia lo sviluppo neuropsichico e i suoi disturbi nella popolazione in età  evolutiva, ossia nella fascia di età  tra gli zero e i diciotto anni.

PAURA

Emozione sperimentata di fronte al pericolo. Attiva nell’organismo una risposta di difesa (attacco-fuga) con specifici correlati neurofisiologici (es: aumento battito cardiaco, frequenza respiratoria e tono muscolare).

PSICHIATRA

Professionista laureato in Medicina e Chirurgia, specialista post lauream in Psichiatria.
Interviene sulla malattia mentale diagnosticando e curando l’eventuale disfunzione o scompenso a livello organico e dunque interviene, quando necessario, anche da un punto di vista farmacologico per ristabilire l’eventuale scompenso chimico.

PSICANALISI

Disciplina, originariamente fondata da Sigmund Freud sul finire dell’Ottocento, che propone una teoria della psiche basata sul rapporto tra conscio e inconscio. Scopo del trattamento psicoanalitico è dunque rendere consapevoli i conflitti inconsci alla base della sofferenza e della “psicopatologia della vita quotidiana”. Una recente sentenza della corte costituzionale 14408/2010 riconosce la psicoanalisi come psicoterapia a tutti gli effetti.

PSICOFARMACO

Farmaco che agisce sulle funzioni psichiche, riequilibrando eventuali disfunzioni a livello chimico e promuovendo modificazioni nei neurotrasmettitori e nei recettori a breve o lungo termine. Tra i principali si ritrovano gli antidepressivi, gli ansiolitici, gli antipsicotici, gli stabilizzatori dell’umore

PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA (PNEI)

Ramo della psicobiologia che studia le interazioni fra attività  ormonali, del sistema nervoso e psichiche. L’organismo umano viene considerato nella sua interezza e nel suo fondamentale rapporto con l’ambiente: gli esseri umani sono integrati e non frammentati, complessi e non complicati, sono parti attive della loro salute.

PSICOTERAPIA

Trattamento dei disturbi e del disagio psichico, volto a ridurre la sintomatologia e ad attivare un cambiamento nelle modalità  di attribuzione di senso e significato all’esperienza; può rivolgersi all’individuo, alla coppia, alla famiglia o al gruppo. I principali strumenti di intervento sono il colloquio clinico e l’utilizzo di tecniche psicoterapeutiche, anche non verbali. La psicoterapia si fonda sulla cosiddetta “alleanza terapeutica”, ossia sul rapporto tra terapeuta e paziente che, congiuntamente, individuano obiettivi e tempi di lavoro, definendo in maniera chiara e condivisa verso quale cambiamento tendere.

SUPERVISIONE

Relazione tra supervisore e supervisionato, considerato come un “accordo di apprendimento” (Fleming e Benedek, 1983) e di crescita attraverso la quale vengono acquisite competenze e insegnate abilità  e tecniche circa l’intervento su specifiche situazioni o dinamiche relazionali.
Funzioni della supervisione: consigliare e istruire, modellare, offrire consulenza, monitorare e valutare.
La supervisione può avere carattere individuale (supervisore e supervisionato) o avvenire in gruppo (ad esempio équipe di lavoro, gruppo di professionisti… ); in questo secondo caso aumenta notevolmente la possibilità  di confronto di esperienze ottimizzando il potenziale di apprendimento.

TERAPIA OCCUPAZIONALE

La Terapia Occupazionale (T.O.) è una professione sanitaria della riabilitazione che promuove la salute e il benessere attraverso l’occupazione, praticata in una vasta gamma di ambiti, compresi gli ospedali, i centri per la salute, il domicilio, i luoghi di lavoro, le scuole e le case di riposo.
Le Occupazioni sono l’insieme delle attività  significative per il proprio contesto culturale, adeguate all’età , scelte, organizzate e svolte da ogni individuo per provvedere a se stesso, provare gioia nel vivere e contribuire alla vita economica e sociale della comunità  (Canadian Association of Occupational Therapy, 1997).
Si tratta, dunque, di un processo riabilitativo che, adoperando come mezzo privilegiato il fare e le molteplici attività  della vita quotidiana, attraverso un intervento individuale o di gruppo, coinvolge la globalità  della persona con lo scopo di aiutarne l’adattamento fisico, psicologico o sociale, per migliorarne globalmente la qualità  di vita pur nella disabilità ; è il mezzo attraverso il quale si cerca di modificare le funzioni corporee della persona (capacità  motorio-sensoriali, percettivo-cognitive, emotivo-relazionali). I Pazienti vengono attivamente coinvolti nel processo terapeutico e i risultati della Terapia Occupazionale sono diversificati, guidati dal paziente e misurati in termini di partecipazione o di soddisfazione derivata dalla partecipazione (World Federation of Occupational Therapy).

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (B.E.S.)

Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà  evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o di apprendimento, dovuta all’interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata. Rientrano nella più ampia definizione di BES tre grandi sotto-categorie: disabilità , disturbi evolutivi specifici e svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.
Con la direttiva del 27 dicembre 2012 relativa ai Bisogni educativi speciali (BES) il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in alcuni Paesi dell’Unione europea che completano il quadro italiano dell’inclusione scolastica obbligando le istituzioni scolastiche a prendere in carico “in modo inclusivo e globale tutti gli alunni”. La circolare ricorda che le scuole devono adottare il Piano Didattico Personalizzato (PDP), le misure dispensative e quelle compensative NON SOLO per gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) ma anche nel caso in cui “il Consiglio di Classe (o il team Docenti nella scuola primaria) ravvisi, sulla base di considerazioni psicopedagogiche e didattiche” svantaggio sociale e culturale, disturbi evolutivi specifici, difficoltà  derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Essa si basa su una visione globale della persona con riferimento al modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità  e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS, 2002).

COLLOQUIO PSICOLOGICO

È il principale strumento di lavoro dello Psicologo che veicola al tempo stesso una comunicazione verbale e non verbale. Consente di porre le basi per la costruzione dell’alleanza terapeutica, di avviare l’analisi della domanda di aiuto e la formulazione di obiettivi condivisi. È caratterizzato dall’ascolto attivo da parte del professionista, da un atteggiamento empatico e da una rispettosa curiosità  professionale che orienta le domande, più o meno strutturate, dello psicologo.

EATA

Acronimo di European Association Transacional Analysis. L’ Analisi Transazionale ha avuto una progressiva espansione a livello mondiale e una strutturazione in organizzazioni nazionali e internazionali. L’ITAA (International Transactional Analysis Association) assicura rigorosi standard formativi e tutela il titolo di Analista Transazionale la cui formazione è riconosciuta solo se svolta con formatori riconosciuti dall’ ITAA e dalle associazioni continentali affiliate: in Europa abbiamo l’ EATA .

ESAURIMENTO NERVOSO

Termine che nel linguaggio comune sta a indicare un disagio particolarmente intenso, caratterizzato da fatica, pessimismo, irritabilità , labilità  emotiva, vulnerabilità , ecc. Attualmente non esiste una categoria diagnostica che preveda tale condizione; i sintomi che lo caratterizzano possono essere ricondotti ad altre diagnosi quali ansia, depressione, disturbi di conversione o disturbo post-traumatico

GESTIONE DEI CONFLITTI

Tecniche e strategie per prevenire e risolvere conflitti, in ambito relazionale, intra ed interpersonali (abbandonare, evitare, dominare, accomodare, chiedere aiuto, usare lo humor, rimandare, usare il compromesso, integrare, collaborare).

MINDFULNESS

Letteralmente significa attenzione cosciente. Kabat-Zinn la definisce quale “… consapevolezza che emerge attraverso il prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento: a) con intenzione b) nel presente c) in modo non giudicante” (Fonte www.centromindfulness.net).
A partire dagli anni ’80 viene introdotta nell’attività  clinica per il trattamento del dolore cronico e dello stress. Pur derivando dalla tradizione meditativa buddista, è oggi entrata a pieno titolo nella cultura occidentale ed è utilizzata in psicoterapia nel trattamento di molti disturbi (ansia,depressione, stress, ecc.)

NEUROLOGO

Medico specialista che si occupa dello studio, della prevenzione e della cura dei disturbi del sistema nervoso (es: sistema nervoso centrale, lateralizzazione degli emisferi cerebrali, malattie dell’encefalo o dei nervi cranici e spinali, malattie del midollo spinale, ecc.).

PSICANALISI

Disciplina, originariamente fondata da Sigmund Freud sul finire dell’Ottocento, che propone una teoria della psiche basata sul rapporto tra conscio e inconscio. Scopo del trattamento psicoanalitico è dunque rendere consapevoli i conflitti inconsci alla base della sofferenza e della “psicopatologia della vita quotidiana”. Una recente sentenza della corte costituzionale 14408/2010 riconosce la psicoanalisi come psicoterapia a tutti gli effetti.

PSICHIATRIA

Branca della medicina che si occupa della malattia mentale nei termini di alterazioni o disfunzioni organiche, identificando per ciascun disturbo i sintomi caratteristici e l’eziologia. A partire dagli anni Cinquanta si avvale degli psicofarmaci per il trattamento.

PSICOANALISTA

Psicoterapeuta con una formazione che si ispira ai concetti della psicoanalisi, orientato cioè da una teoria del funzionamento della psiche e da una modalità  di intervento sul disagio psichico propri della psicoanalisi.

PSICOLOGO

Professionista laureato in Psicologia e abilitato alla professione in seguito al superamento dell’Esame di Stato, a cui si accede dopo un adeguato tirocinio pratico. Per esercitare la professione è necessaria la regolare iscrizione all’Albo degli Psicologi

PSICOTERAPEUTA

Possono essere abilitati all’esercizio della psicoterapia (legge 56/89 art.3) i laureati in Psicologia o Medicina e chirurgia che abbiano acquisito una specifica formazione, almeno quadriennale, presso scuole di specializzazione universitaria o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente.
Agli psicoterapeuti non medici è vietato ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica” (legge 56/89 art 3.2)

SESSUOLOGO CLINICO

E’ uno psicologo o un medico, abilitato alla psicoterapia, con una formazione specifica (400 ore) in sessuologia clinica. Oggetto del suo lavoro è la prevenzione e il trattamento delle disfunzioni sessuali.

TERAPIA MANSIONALE

Proposta da Master e Johnson e Kaplan a partire dagli anni Sessanta, ha come obiettivo la risoluzione del sintomo sessuale, intervenendo sugli ostacoli che impediscono una sessualità  soddisfacente. Il terapeuta, in questo caso, si avvale anche di specifiche mansioni, o esercizi comportamentali, che i membri della coppia possono sperimentare tra una seduta e l’altra, analizzando poi insieme al terapeuta la natura delle eventuali difficoltà  incontrate.

VALUTAZIONE PSICODIAGNOSTICA

E’ il processo attraverso cui lo Psicologo indaga e restituisce una comprensione della problematica presentata dall’individuo, dalla coppia o dalla famiglia, dandone un inquadramento diagnostico, sia in senso categoriale sia in senso funzionale. Oltre al colloquio clinico, il professionista in questa fase può avvalersi anche di test e questionari utili a evidenziare i sintomi e i meccanismi di mantenimento del disturbo.

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