Gli strumenti dello psicoterapeuta analitico transazionale

Gli strumenti dello psicoterapeuta analitico transazionale 25 Marzo 2016

In un precedente articolo abbiamo chiarito la diversa formazione teorica e metodologica che intercorre tra uno Psicologo ed uno Psicoterapeuta, ed il fatto che esistano differenti orientamenti psicoterapici. Adesso ho piacere di raccontare ai nostri lettori quali strumenti teorici e metodologici utilizza uno Psicoterapeuta specializzato in orientamento Analitico Transazionale, modello che guida la mia pratica clinica. Ogni assunto teorico è al contempo uno strumento di lavoro per il professionista che, all'interno di una relazione empatica, applica la sua conoscenza e competenza al servizio del raggiungimento degli obiettivi terapeutici concordati.

FONDAMENTI TEORICI E FILOSOFICI dell'Analisi Transazionale

L'Analisi Transazionale, ideata da Eric Berne negli anni '50, è una teoria psicologica che si pone al contempo come una teoria della personalità , una teoria dello sviluppo, una teoria della comunicazione relazionale nonché un approccio psicoterapeutico.

Alla base vi sono alcuni concetti che indicano la centralità  del paziente all'interno del rapporto terapico:

  • OKNESS, termine che indica che ognuno è OK, dotato di valore e dignità  in quanto persona, fondandosi quindi sull'essenza e non sul comportamento.
  • Ognuno ha la CAPACITA' DI PENSARE, di decidere e di rendersi responsabile delle proprie decisioni.
  • Ognuno DECIDE il proprio destino, a partire dalle esperienze vissute nell'infanzia; tuttavia queste decisioni possono essere modificate, soprattutto se generano sofferenza ed esiti negativi.

È dunque considerata come un approccio CONTRATTUALE poiché lo psicoterapeuta può svolgere adeguatamente ed efficacemente il suo operato "solo" a condizione che lui ed il suo interlocutore siano disponibili a contribuire attivamente con il proprio bagaglio (personale e professionale), reciprocamente responsabili dell'intero percorso, ognuno per la sua parte di competenza. Per me questi costituiscono le fondamenta del mio modo di lavorare: ritengo che tutta la mia formazione teorica e la mia esperienza professionale in ambito clinico risulti sterile e scarsamente efficace in assenza di un paziente in carne ed ossa, con la sua storia personale, le sue vicende, emozioni, bisogni, pensieri e convinzioni e, soprattutto, della sua motivazione personale nell'intraprendere insieme un percorso di sostegno o di terapia.

TEORIA DELLA PERSONALITA' nell'approccio Analitico Transazionale

La personalità  di ogni individuo si compone di tre istanze tra loro collegate, STATI DELL'IO, comprendenti al loro interno emozioni, pensieri e comportamenti:

  • STATO DELL'IO GENITORE, contenuti interiorizzati nell'infanzia a modellamento dei propri genitori o altre figure di cura e di riferimento;
  • STATO DELL'IO ADULTO, contenuti esperiti e messi in atto nel momento presente e coerenti con la realtà ;
  • STATO DELL'IO BAMBINO, contenuti esperiti ed agiti nel passato, quando si era bambini.

Questa teorizzazione costituisce uno strumento di lavoro importantissimo in terapia, consentendo sia la valutazione diagnostica sia la consapevolezza della propria modalità  predominante di funzionamento, spesso origine di sofferenza. Esemplificativo è il commento di Gaia (nome di fantasia) "adesso ho capito che la rabbia che provo quando mi succede questo è perché inconsapevolmente mi ricorda quando ero piccola (... ..) ora so in che direzione lavorare per non essere sempre e solo arrabbiata (... )"

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TEORIA DELLA COMUNICAZIONE E DELLA RELAZIONE in psicoterapia Analitico Transazionale

L' analisi degli stati dell'Io mette ampiamente in luce la dimensione relazionale e lo scambio di comunicazioni, definite TRANSAZIONI, e quindi non solo i contenuti ma anche le modalità  con cui comunichiamo ed entriamo in relazione... ... .ti sei comportato come un bambino!... .quando fai così sembri mio padre! ... .ti dico questo solo per aiutarti... tu non puoi dirmi cosa devo fare! ... .Questi rappresentato solo alcuni classici esempi di comunicazioni che mettono in luce i "ruoli" che rivestiamo, spesso generando conflitti e malumore; modificare lo stile comunicativo consente di ottenere effetti positivi e benefici nel sistema relazionale.

Al contempo nel comunicare andiamo alla ricerca della soddisfazione di un sano, antico e naturale bisogno necessario al nostro benessere fisico e psichico: il RICONOSCIMENTO. Ogni nostra comunicazione segnala un riconoscimento (definito CAREZZA) dato, chiesto, accettato, rifiutato o dato a sé. Lo Psicologo agevola la riflessione sui "tipi preferiti" di carezze, sulla loro quantità  e qualità  diventando un potente strumento terapeutico per rendersi consapevoli del proprio sistema di riconoscimento e, di conseguenza, per attivare il cambiamento.

Nel tempo Gaia comprese che faticava molto nell'accettare riconoscimenti positivi altrui, che tendeva a sminuire e ad attribuire ad altri o al fato gli esiti positivi delle specifiche circostanze, che non riusciva mai a riconoscersi qualità  positive e risorse personali (assecondando il pregiudizio che "chi si loda si imbroda") e che molto spesso si rendeva disponibile di fronte a 'qualunque' richiesta altrui. Questo indusse in lei la consapevolezza che tali sue modalità  la portavano a non riconoscere e soddisfare mai i suoi bisogni più profondi, generandole frustrazione e insoddisfazione. Gli altri erano sempre più importanti di lei! Adesso questo poteva finalmente cambiare!

TEORIA DELLO SVILUPPO dell'Analisi Transazionale

La terapia Analitico Transazionale si fonda, inoltre, sul presupposto teorico che ognuno crea durante l'infanzia un suo COPIONE PSICOLOGICO, in base al contesto storio e socio-culturale in cui vive ed al sistema familiare in cui è inserito strutturandolo a partire da riconoscimenti, divieti, permessi e decisioni prese quando si è bambini. Esso viene portato avanti durante tutta la vita attraverso dei "GIOCHI PSICOLOGICI", una serie di transazioni in cui si rivestono dei ruoli ben definiti con un tornaconto finale spiacevole, riconfermando puntualmente le convinzioni antiche e le decisioni prese.

Il percorso psicoterapico consente di comprendere quali siano le idee originarie su sé, sugli altri e sul mondo e quali decisioni siano state prese nel "là  e allora" al fine di creare le condizioni per poter ri-decidere in modo congruo con il momento presente. Si tratta, dunque, di rielaborare la storia passata, traumi, lutti, ferite ancora aperte per riattribuire significati coerenti con la realtà  attuale, con le risorse presenti, con i relativi vissuti emotivi ed avviare nuove modalità  comportamentali, relazionali e di risoluzione dei problemi percepiti di fronte ad eventi stressanti.

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A chi può essere applicata l'analisi transazionale?

Come avrete potuto notare la terminologia che caratterizza tutto l'impianto teorico e metodologico dell'Analisi Transazionale è piuttosto semplice e familiare: "Berne voleva che l'A.T. fosse accessibile a tutti. Scelse di utilizzare parole semplici per descrivere il proprio pensiero. Benché i termini fossero semplici, le idee erano tuttavia complesse e acute." (Stewart, Joines 1987)

Può essere applicata sia ad un percorso individuale, sia di coppia, sia di gruppo; anche i contesti possono essere diversificati: dallo studio psicologico, al servizio pubblico, all'ambiente aziendale o formativo.

Grazie alla generosità  dei contributi provenienti da differenti approcci, alcuni più psicodinamici ed altri più cognitivo-comportamentali, può essere utilizzata:

  • con differenti psicopatologie (ansia, depressione, disturbi di personalità , disturbi alimentari... );
  • in situazioni caratterizzate da sofferenza (stress, lutto, difficoltà  decisionali, gestione di relazioni conflittuali... );
  • per un desiderio/bisogno di una maggior comprensione e consapevolezza personale.

Vorrei sottolineare, inoltre, che una l'ALLEANZA TERAPEUTICA è il presupposto necessario per l'efficacia di un buon percorso terapeutico: chi si rivolge ad uno psicoterapeuta non solo è una persona a lui sconosciuta ma è anche (in genere) particolarmente sofferente, e quindi vulnerabile, a volte in condizione di dipendenza, magari diffidente ed in conflitto rispetto al fatto di affidarsi ad un "estraneo", seppur professionista.

Concludo, dunque, evidenziando l'unicità  di ogni persona che si reca nel mio studio: nell'ascoltare e nel domandare, nel riflettere e nel contenere, dedico particolare cura all'ascolto ed osservazione del mio cliente valutando modalità  specifiche per quella circostanza ed in linea con le caratteristiche personali di chi mi sta di fronte, affiancando eventualmente al colloquio psicologico modalità  creative, grafiche e proiettive che coinvolgono la dimensione più emotiva e non verbale.

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