La crisi di coppia e la terapia di coppia

La crisi di coppia e la terapia di coppia 4 Luglio 2016

In un articolo precedente avevamo già  analizzato alcuni aspetti legati alla crisi della coppia e all'aiuto che può fornire la psicoterapia; le continue sollecitazioni ricevute mi spingono però a chiarirne degli aspetti. Mi capita spesso di ascoltare domande come "quanto dura la passione nella coppia?" oppure "che fare quando non si fa più l'amore?" o ancora "come trovare un rimedio alla noia nella coppia?". Tutte domande legittime che chiunque può essersi posto nel corso della vita. È inevitabile che ognuno di noi attraversi prima o poi una crisi personale o di coppia; le crisi sono infatti della fasi normali di vita durante le quali le persone possono porsi o porre agli altri delle questioni sperando di ottenere delle risposte che diano un senso all'esperienza vissuta. Credo sia bene chiarire che le crisi non sono necessariamente negative ma possono veicolare un cambiamento che potrebbe renderci maggiormente soddisfatti di noi e delle nostre relazioni. Le crisi possono però far smarrire il senso degli eventi che viviamo ed è frequente che questo vuoto sia riempito da domande finalizzate ad ottenere risposte che spieghino e tranquillizzino. È altresì inevitabile che le persone cambino nel corso della vita e questo può stressare i legami che vengono percepiti come insoddisfacenti poiché dovrebbero ma non riescono a rispondere ad esigenze nuove attraverso diverse modalità  di interazione.

Dalla nascita della coppia alla crisi.

Quando una coppia si forma, i partner attraversano un momento di grossa vicinanza che cementa il legame anche con l'esperienza di un forte desiderio che può rendere la sessualità  intensa e soddisfacente. Inizialmente dell'altro si colgono gli aspetti che risuonano in noi perché somiglianti. Attraverso la condivisione si crea il riconoscimento del nuovo sistema di relazione sia agli occhi dei singoli partner che a quelli della società  intorno. Dopo una prima fase di innamoramento, si iniziano a cogliere le differenze e i singoli individui che della coppia fanno parte, riposizionano se stessi nel legame determinando un riassestamento della relazione su nuovi equilibri che inevitabilmente saranno diversi da quelli più intimi ed esclusivi del primo periodo. Non è però pensabile che da questo momento in poi, la coppia non cambi più: attraverserà  sicuramente fasi, crisi e cambiamenti, in relazione a quelli dei partner, della relazione tra loro e dei sistemi di riferimento. Tornando alle domande poste all'inizio dell'articolo, non credo in verità  sia possibile dare una risposta univoca perché i fattori che influenzano le vite di ognuno di noi sono troppi e il rischio di generalizzare banalizzando è realmente elevato.

L'incompatibilità  della coppia e il rapporto di coppia in crisi

La prima domanda che pongo alle persone che si rivolgono a noi per una crisi di coppia è "quando avete iniziato a sentire di non stare più bene tra voi?", in altre parole, ciò che conta è l'esplicitare le emozioni di quella coppia in quel momento per provare a ricostruire una comunicazione che evidenzi le esigenze reali dei partner e anche per rispettare la profondità  e le caratteristiche di quello specifico legame. Ne consegue che la crisi della relazione e la percezione di incompatibilità  nella coppia dipendano dalla valutazione della coppia stessa e a volte proprio dalla perdita di una visione condivisa della situazione. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la crisi di coppia si esplicita attraverso incomprensioni, comunicazione conflittuale e/o non soddisfacente, mancanza di sessualità  o riduzione del desiderio, difficoltà  di gestione dei figli e della vita quotidiana, difficoltà  dovute al lavoro o alle famiglie di origine e allargate. Ciò che mi preme sottolineare è che, per quanto queste difficoltà  possano accomunare le coppie in crisi, lo fanno attraverso declinazioni estremamente peculiari dalla cui analisi non si può prescindere perché sia possibile ritrovare equilibrio nella specifica relazione tra i partner.

Quando funziona la terapia di coppia.

Altra domanda cui mi trovo a rispondere è proprio "la psicoterapia di coppia funziona?" e la risposta è sì ma devono esserci dei presupposti che sono considerati imprescindibili. Il primo è, come già  riferito in precedenti articoli, la presenza della motivazione soggettiva di entrambi i partner. Generalmente in una coppia c'è una persona che riconosce il problema e chiede aiuto per entrambi: a questo proposito mi sento di dire che l'impegno e la dedizione di uno solo dei partner non può riuscire a salvare il legame perché non si può "fare al posto dell'altro" cioè entrambe le persone devono posizionarsi nella relazione assumendosi un impegno legato ad un'intenzione chiara. Il secondo presupposto è la considerazione che il terapeuta della coppia sarà  un facilitatore del cambiamento ma che questo deve essere messo in atto dai singoli partner nella loro quotidianità , in altre parole, sarà  facile agire nel legame le solite modalità  di interazione che, per quanto non soddisfacenti, sono familiari e note: ciò che si richiede ai partner è di impegnarsi ad agire e comunicare in modo diverso, a dedicare al superamento della crisi attenzione e dedizione perché il cambiamento possa realmente avvenire. Infine, non si può prescindere dall'esplicitazione di un chiaro contratto terapeutico riconosciuto e condiviso: sarà  perciò fondamentale che il terapeuta supporti la coppia nell'analisi della situazione perché le diverse sensazioni e difficoltà  possano confluire all'interno di un obiettivo chiaro per tutti e che dia la misura dei progressi fatti durante il percorso.

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