I sintomi fisici dello stress nel dettaglio

I sintomi fisici dello stress nel dettaglio 30 Ottobre 2015

Per capire meglio lo stress vado ad analizzare nello specifico questo disturbo e i sintomi che il nostro organismo utilizza come campanelli di allarme per farci comprendere quando è necessario intervenire. Questo articolo sarà  più di stampo accademico e potrebbe contenere un registro più complicato per i non addetti del settore, ma ci tengo ad approfondire l'argomento per fare chiarezza su un disturbo che, in Italia secondo uno studio ESEMeD, colpisce il 2% della popolazione.

La risposta fisiologica allo stress

Lo stress è una risposta biologica aspecifica del corpo a qualsiasi richiesta ambientale a seguito di vari tipi di stimoli o agenti che suscitano tale reazione (definiti stressor).
È dunque utile ribadire che, in natura, lo stress non ha un'accezione positiva o negativa, ma gli effetti che ne conseguono, contestualizzati nei significati soggettivi e personali oltre che socio-culturali, conferisce allo stress, agli eventi stressanti ed ai sintomi dello stress un valore frequentemente spiacevole e negativo.
Tale risposta biologica fu definita da Hans Seyle (1936) come "Sindrome Generale di Adattamento", proprio perché di fronte ai differenti stimoli stressogeni il corpo mette in atto tutta una serie di risposte al fine di ricreare l'omeostasi iniziale, e quindi gestire lo stress, adattandosi nuovamente alle circostanze. Essa si compone di tre distinte fasi:

  • Allarme (mobilizzazione delle risorse), la corteccia cerebrale rileva l'agente stressante e l'organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping): innalzamento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della tensione muscolare, diminuzione delle secrezione salivare, aumentata liberazione di cortisolo, ecc.
    Gli ormoni ipofisari stimolano la parte corticale della ghiandola midollare a liberare l'ormone dello stress (cortisolo) ed il sistema nervoso ortosimpatico libera gli ormoni dello stress (noradrenalina e adrenalina) a livello delle terminazioni nervose e della midollare della ghiandola surrenale.
  • Resistenza (controllo dello stress), il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell'affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole.
    L'azione del cortisolo, un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in fase di allarme, influenza il metabolismo degli zuccheri, delle proteine e dei grassi aumentando l'energia disponibile per l'organismo e l'elevato potenziale antinfiammatorio e antiallergico, aumentando le difese dell'organismo; tuttavia l'azione a lungo termine è quella di un abbassamento delle difese immunitarie.
  • Esaurimento (consumo delle riserve), se gli stressor continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto, l'organismo non riesce più a difendersi e viene a mancare la naturale capacità  di adattarsi con conseguenti effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica.

L'esposizione prolungata allo stress

L'esposizione allo stress cronico o molto intenso può avere effetti di lunga durata sulle strutture e sulle funzioni cerebrali, che possono portare a cambiamenti nella sfera cognitiva e a malattie come la depressione o la sindrome post-traumatica da stress. Ciò si verifica perché lo stress è fortemente correlato al sistema delle emozioni, le quali originano dall'azione coordinata e bilanciata di molte regioni del cervello, situate principalmente nel sistema limbico (la parte più antica e comune a tutti i cervelli dei mammiferi):

  • l'amigdala, implicata nella mediazione delle principali risposte emotive come rabbia, stress, paura, piacere, reazione istintiva di lotta o fuga, istinto sessuale, comportamento alimentare e tono dell'umore;
  • l'ippocampo, implicato nella codifica di tutte le nuove informazioni e fondamentale per i processi della memoria. Da qui le informazioni vengono inviate anche ai lobi frontali, dove si pianificano le azioni da intraprendere;
  • l'ipotalamo, che mediante l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, consente la produzione di glucocorticoidi.

Come risolvere lo stress?

Al fine di gestire lo stress è opportuno evitare la condizione di "Esaurimento" o far si che il periodo in cui il nostro corpo "consumi le riserve" sia il più breve possibile. Per imparare ad affrontare i momenti di stress in maniera più funzionale può essere utile rivolgersi a uno psicologo, comprendendo insieme come tutelare l'organismo dagli effetti dello stress.

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