Adolescenza e difficoltà relazionali

L’esperienza professionale in studio privato con adolescenti, sia in terapia individuale sia in contesto gruppale, mi porta oggi a scrivere il presente articolo. Differenti e variegate sono le tematiche tipiche del periodo adolescenziale, tuttavia molte di queste potrebbero essere inserite sotto un unico cappello: le difficoltà relazionali in adolescenza e, in particolare, le relazioni conflittuali. Non mi soffermo sulla descrizione di tale fase evolutiva ma desidero approfondire con i nostri lettori gli ambiti in cui gli/le adolescenti incontrano maggiori difficoltà, spesso con un carico di fatica e dolore emotivo intenso; mi riferisco alle relazioni affettive, amorose o istituzionali con le quali quotidianamente si confrontano.

Le difficoltà relazionali in famiglia

Possiamo intendere la famiglia come il contesto naturale di crescita senza considerarla secondo parametri strutturali univoci. La “forma” classica di famiglia o “nucleare” è intuibile dal senso comune e comprende la coppia genitoriale e i figli, tuttavia, il contesto sociale in cui viviamo riconosce come famiglia strutture diverse: ad esempio la monogenitoriale o quella ricomposta (in cui i figli sono nati da precedenti unioni). È possibile definire la famiglia come “un gruppo naturale che sviluppa certi schemi di interazione che ne definiscono la specifica struttura” (Minuchin Fishman, 1981).

La psicoterapia sistemico-relazionale: metodi e strumenti

La terapia familiare mosse i suoi primi passi verso la fine degli anni 40 ad opera di psichiatri e psicoterapeuti di orientamento psicodinamico. Le concezioni biologiche, che fino a quel momento avevano spiegato la patologia psichiatrica, lasciarono spazio a riflessioni più articolate riguardanti i fattori psicologici, sociali e ambientali per poi approdare all’analisi dell’influenza del contesto familiare e delle relazioni interpersonali sulle situazioni di disagio.